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Premio Letterario "Avanguardia futurista"
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Quanta voce ha il mio cuore
Quanta voce, ha il mio cuore?
Puoi far bene il conto
Si tenaglia
di quest’ora
e di tutto ciò che esiste
del riposo
dei tuoi gatti bianchi
del silenzio
nato per parlarti
della fisarmonica
che risuona alle due
nel vento
come un debito in strada
naufragio
dai mille addii
Ho così tanto ascoltato, mia luce,Dispersione d’identità
Se la dispersione di tutte le identità
per questa tiepida notte
andasse in frigo
come una marmellata
se la dispersione
fosse aperta per caso
in un vaso di pandora
in un cammino di via
per insolite vie
So cos’è,
cosa vale chiedersi
non è certo una città
il mio ricordo
ma la più fragile fragilità
di tutte le poesie nel macero
nel mondo spazzino stellato
ma la mia vita, la mia vita
per le mani
ogni grano di sabbia
si racconta da sè
quanto più grida un fiume
Nomadi
S’è verificato un errore irreversibile
e non può riavviarsi
con il gesto d’un tasto.
Mi sento nomade a te,
ai tuoi confini,
al modo in cui camminavi,
o dormivi, invisibile.
Per casa
non t’ho mai visto o udito
eppure ho goduto il vizio
dei tuoi merletti,
la voce dei tuoi ologrammi.
Senza età.
Una vita restìa,
Il paradosso vitale,
le grida dipinte
indosso.
Un giorno dopo l’altro?
Un giorno
come un altro
fai più d’un passo,
e di quei giorni, in secoli,
creduti, annichiliti,
al pavimento,
continui a ricordarti
d’esser nomade.
Poichè la nostra vita
è la nostra morte.
E la nostra morte
è nomade
e si fa uno sguardo,
dispettosa di specchio.
La nostra morte, è nomade,
come noi, nomadi.
In un soffio di riso
che indenne trascina
le sue grucce.
Questo amore
Questo amore
è da ferirsi
è la briciola che mi riporta il vento
il pane che mi hai condiviso
una briciola
della tua anima
che in me ritorna
Poeta
Questo è il mondo
del mio ricordo.
Questo, è il mondo
che nel tempo
ho saldato.
Questo, è il mio cuore.
un legionario
rimandato
per ogni foglia
della terra
a respirare
una stoffa di Cristo.
Attraverso gli occhi
Chi ricorda quel vecchio
che s’è fatto un fiume
correva in giugno
per le strade d’ estate
nei calzoni corti
ma s’è persa l’età
ora s’è perso
l’odore di fienile
è così un soffrire
del pianto stanco
di generazione
e di miglia e di scarpe
Sorridimi la tua benevolenza
quando bagni il viso
da quel segno di croce
Io t’ attraverso gli occhi
ed è un dolermi
di quegli anni di vita
t’attraverso gli occhi
e sei così sacro
da far piangere in me
(alla vecchiaia)